Alcuni interrogativi

Alcuni degli interrogativi che maggiormente emergono riguardo le costellazioni posso essere i seguenti.


COME MAI FUNZIONANO LE COSTELLAZIONI? QUAL’ E’ LA FORZA CHE LE MUOVE?
La risposta che mi piace di più l’ ho letta in un libro di Hellinger scritto anni fa: “Non lo so ma funzionano” e poi proseguì il discorso parlando dell’ importanza del mistero nella nostra vita, che non possiamo capire tutto, e voler capire l’ incomprensibile genera solo insicurezza. Queste asserzioni si sposano perfettamente con l’ educazione Zen che ho ricevuto dal Maestro F. Taiten Guareschi e, per me ad oggi sono ancora l’ uniche che mi risuonano.
Comunque per chi avesse una sensibilità scientifica e volesse approfondire posso accennare alla teoria della risonanza morfica di Rupert Sheldrake; ad onor di cronaca aggiungo che sul sito ufficiale della scuola di Hellinger oggi si fa chiaro riferimento a questa teoria, la quale però non é accettata unanimemente dalla comunità scientifica, al contrario nel mondo New Age la si usa a man bassa.
Concludendo: non conosco i meccanismi che fanno si che facendo il numero di mia madre, squilli sempre il suo telefono e non un altro, ma so che é così e questo mi basta. Io sono piccolo di fronte alla vita e faccio la mia parte, come il bambino che mangia la pappa e non chiede alla mamma la ricetta. Le costellazioni hanno scarcerato il cuore a me e tanti altri e questo per me é sufficiente come al bambino é sufficiente che la pappa plachi la fame.


I RAPPRESENTANTI CONTINUANO A PORTARE QUALCOSA DEL RAPPRESENTATO ANCHE DOPO LA COSTELLAZIONE?
No. Non c’ è nemmeno bisogno di fare riti o pensieri particolari per scrollarsi di dosso i panni del rappresentato. Tuttavia se ci si sentisse muovere qualcosa dentro in relazione alla persona rappresentata significa che non fu un caso che siamo stati scelti proprio per quel ruolo. Già ci appartenevano le emozioni, i pensieri o addirittura le malattie, della persona che andiamo a rappresentare.
A tal proposito mi piace fare un esempio personale.
Un giorno lessi dell’ esistenza di una malattia che fino ad allora non avevo mai sentito, la sclerosi multipla. Nei 15 anni che seguirono ogni volta che ne sentivo parlare provavo un po’ di fastidio. Arrivai al primo seminario di costellazioni della mia vita e, a fine giornata, una ragazza inscenò la sua famiglia, lei aveva un fratello malato di sclerosi multipla, io sperai con tute le mie forze che non chiamasse me a rappresentarlo, ovviamente invece fui prescelto per quel ruolo (guarda caso). Non ricordo cosa successe durante la costellazione, ma da allora non mi disturba più sentire parlare di sclerosi multipla. Non ci rimane addosso nulla da una costellazione se non una guarigione profonda. Le costellazioni funzionano anche per i rappresentanti e anche per i soli “spettatori” ai bordi se entrano in risonanza, se invece la cosa non li tocca, finita la costellazione è finito tutto.


QUANTO CONTA LA SUGGESTIONE?
Niente oppure molto.
Mi spiego. Come mai ci lasciamo suggestionare proprio da quella cosa e non magari da un’ altra?
Alcuni di noi ricorderanno il famoso scherzo di Orson Wells la notte di Halloween del 1938, quando trasmise via radio uno sbarco degli extraterrestri, con tanto di battaglie, nello stato del New Jersey, nei pressi di New York. Vi furono innumerevoli chiamate alla polizia di persone terrorizzate che avevano “visto chiaramente” gli extraterrestri armati vicino la propria abitazione, alcuni addirittura si suicidarono, altri ingaggiarono scontri a fuoco con gli invasori “che stavano devastando tutto”.
I sociologi da decenni ci spiegano che quelle persone avevano “visto” solamente la propria paura della guerra, la quale era ormai alle porte nella vita reale e non solo via radio. Una scena di fantasia trasmessa vIa etere aveva fatto emergere una verità di cui magari nemmeno quelle persone stesse erano del tutto consapevoli. La domanda da porre loro sarebbe stata “Come mai a tanti altri quella stessa trasmissione non mise così tanto panico come invece a voi?” Cosa c’ entrava la suggestione creata dalla trasmissione radiofonica? Molto e niente, come nelle costellazioni!
Faccio un ancora un esempio personale, preso sempre dal mio primo seminario di costellazioni, la mia prima costellazione in qualità di rappresentante. Rappresentavo un padre ed ero insieme a tutta la famiglia di fronte a mio “figlio” – il costellato. Chi conduceva chiese a tutti i come si sentissero di fronte a quella persona, ognuno aveva emozioni, io nulla ed il mio scetticismo cominciò a farsi strada, pertanto quando dovetti parlare io dissi appunto che non provavo niente di fronte a lui, il quale immediatamente si mise a piangere, evidentemente era quello il nodo della sua vita, l’ indifferenza del padre, poi la costellatrice mi mise a tu per tu con il ragazzo in questione e vedendo le sue lacrime mi misi a piangere a mia volta mosso da sentimenti paterni. A posteriori facendo mente locale, ricordo di quante volte le mie fidanzate mi dissero con tono accusatorio “Tu sei freddo”, così come freddo ed era il padre del ragazzo. Chi viene chiamato ad interpretare un ruolo non lo é mai per caso, a volte siamo più in “risonanza” a volte di meno, comunque qualcosa di nostro si manifesta, per questo la costellazione funziona anche per i rappresentanti e pure, spesso, per i semplici presenti “spettatori” della scena.
Potrei citare innumerevoli altri casi che ho vissuto e a cui ho assistito in terza persona, ma l’ esperienza mi insegna che un solo esempio é già sufficiente per poter estinguere lo scetticismo, e se così non fosse, allora non lo sarebbero nemmeno cento esempi di vita vissuta come quello sopra descritto. Ad ogni modo anche lo scetticismo ha la sua ragion d’ essere, quindi chiede e merita rispetto finché forse un giorno si esaurirà da solo; senza intervento di parole altrui.


SI ENTRA IN CONTATTO CON LO SPIRITO DEI MORTI?
No. Si entra in contatto col sentimento, spesso represso nella coscienza, della persona viva in relazione al morto.
Per esempio se una persona è irretita dal figlio abortito dalla nonna, in realtà quell'irretimento glielo consegna la madre la quale lo ricevuto da sua madre (la nonna). Quindi cosa è successo? La nonna non riusciva a sopportare a pieno il dolore della perdita del feto, quindi lo ha dimenticato rapidamente, ma il dolore continua a vivere dentro, pertanto la madre (sua figlia) ne rimane investita in maniera inconscia e a sua volta ri-trasmetterà quel dolore al figlio. Vengono coinvolte così tre generazioni anziché una sola; questo citato é un caso abbastanza frequente in quanto un feto abortito é facilmente dimenticabile in maniera frettolosa.
Se una persona piange di fronte al rappresentante del proprio padre morto, come feci io, non piange di fronte ad uno spirito, piange mosso dal suo senso di colpa nei confronti del padre e se, grazie a quel pianto, il rappresentante del padre prova commozione, non abbiamo alcuna prova che ci sia uno spirito che si commuove nell'aldilà, sicuramente cambia qualcosa nell'animo del rappresentante e lo stesso dicasi per tutti coloro che solamente assistendo alla costellazione sentano “muoversi dentro qualcosa”; a patto che siano vivi ovviamente.

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