Luigi il Beone

Luigi è un ragazzo a cui piace molto il vino e spesso eccede col bere, questo fatto genera in lui un senso di frustrazione e cattivi pensieri verso di sé. E’ un ragazzo disadattato non riesce ad uscire dalla casa della mamma dove vive col fratello Luca astemio, e non riesce a trovare un lavoro nel quale lui si possa identificare.
Non ha alcuna stima né di sé stesso, né del padre, Mario, divorziato dalla madre, col quale ha un rapporto di continua tensione. E’ pieno di rimproveri verso di lui.
Mario, come il figlio Luca è astemio, suo padre Santo – nonno di Luigi - era un ubriacone e suo padre, Salvatore, morì quando Santo era un neonato.
Come costellatore il quadro mi apparve chiaro.
Chi beve lo fa per riempire un vuoto interiore generato da una lontananza emotiva da un genitore, la lontananza fisica é per forza anche emotiva per un bambino.
Quindi cos'è successo?
Muore prematuramente Salvatore, il bisnonno di Luigi, da adulto suo figlio Santo si mette a bere per riempire il vuoto che egli prova nei confronti del padre dal quale si è sentito abbandonato fin da subito; la morte è un concetto troppo lontano per un neonato per poter essere compreso ed elaborato. Col senso di abbandono si è generata grande rabbia nei confronti Salvatore e, di conseguenza nei propri confronti “Io non valgo l'amore del papà”.
Santo genera Mario il quale fin da bambino vede il padre ubriaco e ne prova una grande vergogna, quindi svalutazione, quindi rabbia nei confronti di Santo, per reazione va in contro-dipendenza con l’ alcool. Non ne berrò mai un goccio. L'alcool era il simulacro del papà dal quale stare lontano. Mario è un tipo frustrato, socialmente difficile, pieno di pensieri negativi su di sé, così riferisce il figlio Luigi. Lontananza emotiva e svalutazione del padre e di sé stesso come già fu per Santo.
Mario ha due figli uno, Luca, ha un rapporto decente col padre, e come sappiamo é astemio come il padre. Luigi, invece lo detesta lo svaluta e svaluta pure sé stesso, e allo stesso modo di Mario, socialmente non è inserito. Chi dei due fratelli manifesta più amore per il papà? La risposta è facile. Luigi!!!
Come te papà io odio il padre, ti odio per amor tuo, per fare come te, e bevo tutto l’ alcool che vorresti bere tu – per imitare tuo padre - ma non te ne dai il permesso, allora lo faccio io per te. Così facendo si mette, arrogantemente, al di sopra del padre, pensa di poter fare lui ciò che il padre non riesce a fare, quindi sottilmente “Io sono meglio di te, valgo di più”. Il risultato é svalutazione di sé stesso, chi non valuta i propri genitori non valuta sé stesso. E’ questo il piccolo segreto di cui si avvale la sofferenza per vincere la sua partita contro noi umani, che dal canto nostro facciamo di tutto per cercare sempre la felicità. Spesso invano.
Teoria strana? Campata in aria? Guardiamo cos'è successo quando sono entrate le costellazioni nel destino di questa famiglia.
In genere il primo passo é portare alla luce l’ acredine del figlio nei confronti del genitore, qui non ce ne era bisogno, bisognava invece mettere in risalto l’ amore di Luigi per Mario e la sofferenza che generava in Luigi la lontananza emotiva da Mario, non fu sufficiente un solo giorno, né un solo anno, ma Luigi mostrò costanza e sincerità d’ animo nel suo percorso.
Il lavoro, negli anni, si svolse solamente lasciando Luigi da solo di fronte al suo dolore per il vuoto che sentiva dentro quando guardava il padre Mario.Solo quello fu il lavoro, per anni. Da solo Luigi sentì che quel dolore era soltanto la manifestazione dell’ amore immenso che lui provava per il papà. Il tema dell’ alcool, non fu mai trattato, soltanto la lontananza dal padre e la relativa doppia svalutazione del padre e di sé stesso.
Dopo quattro anni, all'ennesima costellazione mi dice, in lacrime, che senza averlo voluto, ha smesso di bere, ma la cosa sorprendente – per lui – era che aveva iniziato il padre, in maniera normale e non smodata, poi fu il fratello Luca a bere qualche goccetto pure lui.
Ormai era esperto delle costellazioni e notò un fatto enorme che successe in sincronicità, vale a dire che un giorno, recatosi a casa del padre, gli mostrò una bottiglia di vino vuota; la prima volta per lui, ma appena dopo disse, sempre per la prima volta nella vita, “Andiamo al cimitero a trovare il nonno!” Tramite l’ alcool, Mario si riappacificò col padre Santo.
Lontananza dal padre, svalutazione del padre e di sé, rabbia, e disinserimento sociale; con queste caratteristiche si manifestava l’ amore cieco di un figlio verso il proprio padre, ad ogni generazione, ognuno catturato in una trama di dolore che trasmetteva alla successiva. Liberandosi uno solo dall'irretimento, - Luigi -vi furono riverberi anche in tutti gli altri componenti della famiglia, vale a dire il padre ed il fratello, ambedue scarcerati dall’ astemia forzata.
Oggi Luigi vive in una casa tutta sua e svolge un lavoro che gli piace, come già sappiamo ha smesso di bere, ma soprattutto é molto più felice di vivere, é meno severo nei propri riguardi e nei riguardi di suo padre, col Governo e con i Carabinieri - tutto cominciò con loro, simulacro del potere paterno. Il suo percorso iniziò alcuni anni fa e, ad oggi, sta continuando a sciogliere altri irretimenti.

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