Andrea non vuole sentire il dolore

Andrea ha partecipato a più d'una costellazione. Un nodo emerso nella prima costellazione era il tema dell’ aborto volontario di una sua vecchia fidanzata avuto quasi vent'anni prima e ancora presente, in modo devastante, nel suo animo.
Uscito dalla costellazione, manca di affrontare a fondo la cosa con la madre del feto, la ex fidanzata e nonostante siano passati mesi sta ancora rinviando .
Ad una successiva costellazione, si ritrova a lavorare, sul tema della relazione di coppia la quale sta creandogli un grande dolore da mesi. Nella stessa costellazione c’ é pure Monia, come spesso succede, si evidenziano tematiche diverse nella loro manifestazione concreta, ma similari nella radice, la costellazione procede verso il vero nodo, che non può essere il partner, bensì l’ attrazione verso la morte e il rapporto conflittuale coi genitori.
Ad un certo punto Monia crolla ed attraversa tutto il suo dolore, nel frattempo Andrea invece prende un piffero che fungeva da soprammobile nella stanza e si mette a suonarlo, con indifferenza, in perfetta sincronicità con le lacrime di Monia, poco dopo poco Monia è radiosa, Andrea è rabbuiato come all'inizio. A fine costellazione Monia compie un preciso atto di avvicinamento verso il rappresentante della vita, lui ancora una volta verso quello della morte.
Dopo la costellazione, il dipanarsi degli eventi ci portò a passare qualche ora insieme e io gli feci presente che era troppo deciso nello stare lontano dalla sofferenza, a “suonar pifferi che non danno gioia”, ci doveva essere sicuro un irretimento che lo inchiodava al soffrire. Lui ne conveniva, ma solo con la testa, l’ emozione rimaneva congelata.
Ci trovavamo in un bar affollato e nel chiacchierare disse dapprima che lui, le sue sorelle e suo padre soffrivano di gravi patologie fisiche, e che uno zio paterno morì giovane ed il figlio di questi morì giovanissimo poco dopo la morte del padre, insospettito gli chiesi cosa fosse successo nel suo ramo paterno, mi disse che suo nonno si sposò due volte, giacché la prima moglie morì di parto e con lei il bambino; solo con le seconde nozze nacquero i figli (vivi) del nonno, fra cui suo padre e lo zio morto. Mi rizzai immediatamente sulla seggiola e dissi :“Ecco da chi sei irretito! Dalla prima moglie di tuo nonno e dal bambino morto, solo grazie al loro estremo sacrificio ha potuto formarsi la tua famiglia. Tu sei vivo solo grazie alla loro morte, se lei non fosse morta tua nonna non avrebbe sposato tuo nonno e nessuno ha mai reso onore a quel sacrificio nella tua famiglia, nella quale lei é entrata di diritto a far parte, ma é stata esclusa dal cuore di tutti perché sarebbe stata solo un problema per i rimanenti vivi, ma quel problema deve manifestarsi in qualche modo, per questo soffrite tutti. Si mise a piangere a dirotto, completamente paonazzo in volto. Non c’ era tempo da perdere; quello era il momento, una costellazione lì nel bar, al tavolino in mezzo alla gente, si può fare, quando l’ emozione é sincera si può tutto.
Emerse che l’ aborto gli dava più dolore della signora morta, ma costei era decisamente più potente nel suo animo. Lacrime a non finire, ma nessuno nel bar parve accorgersene e alla fine anche lui era finalmente gioioso, dopo aver portato alla luce una verità nascosta ha avuto il permesso di attraversare le lacrime e con esse sgravarsi di un peso.
Mi telefonò il giorno seguente dicendomi che stava già adoperandosi per rendere onore alla signora, al bambino morto nel parto e, finalmente, anche a suo figlio abortito vent'anni prima. Un caso da manuale.

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